Il nostro dialetto
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- Pubblicato Martedì, 02 Luglio 2019 09:01
- Scritto da Pino Marchini
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Il nostro dialetto
Giovedì 16 maggio è stato presentato a Castelnuovo, centro storico, nella sala convegni della ex sede comunale di piazza Querciola il Dizionario Castelnovese-Italiano curato da Gianfranco Cricca
Il dizionario è stato estrapolato, da Cricca, dal Vocabolario dei dialetti di Sarzana, Fosdinovo e Castelnuovo Magra di Giorgio Masetti, Edizioni Pacini Pisa, 1973, opera ormai introvabile. L’encomiabile lavoro di Gianfranco è stato lungo, diligente, scrupoloso, da certosino, e lodevole per diversi motivi.
Il primo è quello di far conoscere, divulgare, e rendere fruibile ai castelnovesi e non una parlata dialettale desueta e quasi dimenticata che sta per scomparire.
L’Italia è un luogo di grande cultura e di enorme creatività, la storia ci ha donato una lingua esclusiva armoniosa dove i suoni diventano arte e dove i dialetti sono lo specchio di una tradizione millenaria in cui il linguaggio è una parte della nostra cultura.
Già negli anni che vanno dal 1928 al 1940 due glottologi della Svizzera tedesca, Karl Jaberg e Jakob Jud con un gruppo di collaboratori pubblicarono lo Sprach und Sachatlas Italiens und Sudscheweiz (Atlante dei dialetti italiani e del sud della Svizzera) una opera mastodontica (otto volumi) in cui hanno analizzato migliaia di parole e modi di dire dialettale, di un migliaio di località, e la loro corrispondenza alla lingua italiana. In questo Atlante al Punto 199 figura Castelnuovo Magra.
L’Atlante è senz’altro il più autorevole testo sulla ricerca dei dialetti italici e della Svizzera italiana al quale fanno riferimento tutti gli attuali studiosi di glottologia.
Ciò ci autorizza a una qualche punta di orgoglio campanilistico poiché negli anni in cui fu compilato l’Atlante il nostro paese, che contava poco più di quattro mila abitanti, rappresentava ancora un’isola linguistica dialettale degna di essere studiata da ricercatori internazionali.
Purtroppo già alla fine degli anni sessanta, in occasione della stesura del “Vocabolario dei dialetti di Sarzana, Fosdinovo e Castelnuovo Magra” il professor Giorgio Masetti constatava che nel giro di pochi anni si era modificata notevolmente la parlata dialettale rispetto agli studi esistenti. Ciò era dovuto all’influenza di altri dialetti provenienti da paesi vicini, ma principalmente all’uso corrente della lingua italiana. Mi riferì Masetti che durante la ricerca i suoi stessi informatori, dialettofoni, esprimevano la stessa parola in modo differente secondo l’età anagrafica e la località di residenza . Tutto ciò a scapito della primitiva purezza linguistica.
Il nostro dialetto è stato classificato dagli studiosi nel gruppo gallo-italico o italiano settentrionale, poiché con dialetti di questo gruppo presenta alcuni caratteri fonetici comuni.
Il più ricorrente è lo scempiamento delle consonanti doppie intervocaliche, ossia l’eliminazione delle consonanti doppie nella parlata dialettale e in quella italiana. Ciò ha comportato in passato, ma anche oggi, il frequente errore ortografico, nelle parole contenenti la doppia consonante, da parte di scolari e studenti castelnovesi. Altra caratteristica fonetica è il suono velare-palatale della c che viene rappresentato, nella scrittura, dal simbolo k´ (k’amae, k’aa) che si legge ciamae, ciaa attaccando la lingua al palato.
Per una serie di altri suoni o fonemi particolari e diversi dagli altri paesi della bassa Lunigiana, il dialetto di Castelnuovo è stato considerato l’unica isola linguistica di fondo ligure ad est del fiume Magra.
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